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Iperidrosi e sudorazione abbondante, qual è la differenza?

Iperidrosi, sudorazione eccessiva e sudorazione sono tutti sinonimi? E quando questo problema diventa serio e da non trascurare? Come intervenire?

 Alzi la mano chi non si è mai posto il problema della sudorazione dopo un allenamento o una corsa al parco, notando di essere l’unico – nonostante il medesimo sforzo fisico – a grondare di acqua da ogni poro e ad avere la maglietta completamente inzuppata: “Sarà normale tutto questo sudore? Non sarà troppo?”

La risposta non è semplice e univoca. Ogni individuo è un caso a sé stante, la sudorazione dipende da molti fattori e soprattutto non esiste un parametro standard che affermi i livelli normali di liquidi che si possono perdere sotto sforzo o a riposo e per cui si possa dire con certezza clinica se si soffre o meno di iperidrosi. Esistono però dei punti di riferimento pratici a cui fanno riferimento anche i dermatologi per mettere a punto una diagnosi precisa.

La sudorazione è fisiologica, serve all’organismo per mantenere l’adeguata temperatura corporea. In media, a riposo, si perdono 0,5-0,6 litri di liquidi al giorno, spesso senza neppure rendersene conto o comunque non riscontrando alcun disagio. In caso di iperidrosi o sudorazione eccessiva si può arrivare ad espellere anche una quantità di liquidi 4 o 5 volte maggiore.

Inoltre, mentre il sudore fisiologico si può intensificare durante uno sforzo fisico, come ad esempio un allenamento sportivo, in un ambiente particolarmente caldo, o durante una particolare tensione emotiva, un attacco di iperidrosi si può manifestare in un qualunque momento della giornata a prescindere da questi fattori.

 

In generale possiamo dire che potrebbe avere a che fare con l’iperidrosi e non con una semplice sudorazione abbondante:

  • Chi suda in maniera eccessiva, incontrollata
  • Chi ha almeno un episodio di sudorazione improvvisa a settimana
  • Chi è a conoscenza di altri familiari che soffrono del suo stesso disagio
  • Chi sospetta di avere una malattia latente, come ad esempio il diabete o una malattia cardiaca

donna-nervosaSudare molto in un particolare contesto e soffrire di sudorazione eccessiva possono avere in comune alcuni aspetti come l’imbarazzo sociale, ma non molto di più: una copiosa sudata non arreca disagio alla quotidianità e può essere evitata banalmente, ad esempio soggiornando in ambienti freschi o limitando l’attività aerobica. Per l’iperidrosi invece la situazione è diversa e sicuramente più complessa: non si può prevenire un attacco neppure stazionando davanti ad un condizionatore e, seppur non mette a repentaglio la vita o la salute, può comunque minacciare in modo sostanziale la qualità della vita di chi ne è affetto.

Anche dal punto di vista medico infatti si è soliti definire la condizione di iperidrosi come “qualsiasi quantità di sudore che provoca problemi o difficoltà”. E si tratta di disagi reali e concreti: chi è affetto da iperidrosi evita di uscire con gli amici o le riunioni di lavoro per paura di un attacco di sudore, rifugge i contatti fisici come stringere la mano o gli incontri amorosi. Non solo, poiché spesso la sudorazione è focalizzata alle ascelle, alle piante dei piedi e ai palmi delle mani, la penna nello scrivere può scivolare, le dita possono svirgolare sul mouse o sulla tastiera del pc, senza contare che la perdita di liquidi può essere tale da bagnare il foglio e scolorire l’inchiostro.

Non bisogna però chiudersi in se stessi e lasciarsi andare, perché sono numerosi i trattamenti efficaci per l’iperidrosi, oltre che per la semplice sudorazione abbondante! Nella maggioranza dei casi, ad esempio, non è necessario rivolgersi ad un medico dermatologo per la prescrizione di farmaci o cure complesse, ma possono bastare piccoli accorgimenti nello stile di vita, dall’alimentazione all’igiene personale, e soprattutto l’utilizzo di prodotti antitraspiranti specifici, in diverse formulazioni, adatti ad ogni tipo di pelle, più o meno delicata. Nel caso questi non dovessero bastare, si potranno percorrere altre strade, da valutare comunque insieme allo specialista di riferimento.

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